Re-branding vincenti
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Dopo un anno di incertezze, molte aziende si sono tuffate nel 2021 con entusiasmo per rivisitare la propria visual identity, portando avanti una strategia di re-branding.

L’importanza del re-branding

Fare rebranding può infatti rappresentare una potente strategia purché studiata e applicata correttamente al sistema identitario del brand in riferimento. E non mancano esempi eccellenti, dai quali imparare e prendere nota. Ne abbiamo selezionati alcuni, tra nazionali e internazionali, a nostro avviso degni di menzione.

 

Il re-branding storico di Pfizer

re-branding PfizerL’azienda Pfizer si è consolidata come una delle aziende più famose al mondo grazie al vaccino anti Covid-19.

La casa farmaceutica ha svelato il restyling della corporate identity (il primo in 70 anni) che prevede un nuovo logo, una palette di colori semplificata, e un nuovo simbolo. La pillola blu è stata sostituita da una doppia elica che rappresenta il DNA aziendale, ma anche l’impegno alla ricerca. Il progetto era iniziato due anni fa, ma a causa del Covid-19 e della ricerca per il vaccino era stato sospeso.

Nei primi giorni del 2021, l’azienda ha svelato il rebranding del logo affidato allo Studio Team di Brooklyn. Cosa ne pensate?

 

Burger King e il re-branding retrò

re-branding burger kingIl 2021 è cominciato con l’annuncio del rebranding per Burger King, progettato da Jones Knowles Ritchie con sede a New York (ne avevamo parlato qui).

L’obiettivo era donare al brand un’immagine più accattivante e golosa, cercando di coniugare il gusto contemporaneo a quello più tradizionale: da qui la scelta di questo stile un po’ retrò della strategia.

Oltre a rivedere la propria visual identity, Burger King ha cominciato a portare avanti iniziative per migliorare i suoi servizi: rimozione di coloranti alimentari, aromi e conservanti, e altre sostanze artificiali. Un impegno per la sostenibilità ambientale che ha lo scopo di aumentare la reputation della multinazionale.

Dal 1999 il brand non ha subito modifiche, ma nel 2021 è chiara l’intenzione di recuperare il logo del 1994 cercando di rendere l’esperienza del consumatore più moderna e affine al mondo digitale.

 

Il re-branding futuristico di Dacia

re-branding daciaA giugno il gruppo Renault ha presentato la nuova brand identity di una delle sue controllate più celebri e amate in tutto il mondo: Dacia.

L’azienda, che all’interno del gruppo francese si posiziona idealmente sul mercato low-budget, è da diverse settimane al centro di una grandissima operazione di marketing, che si concluderà entro la seconda metà del 2022, con l’obiettivo di accrescere il prestigio del marchio agli occhi del pubblico motoristico.

Il nuovo logo, che si distanzia completamente da quello precedente, sia nello schema colori che nel posizionamento spaziale degli elementi, si presenta come deciso e futuristico, dai tratti che ricordano vagamente i vecchi loghi dei videogames arcade.

Per il momento il nuovo pittogramma è apparso solo sui social dell’azienda: secondo il calendario, infatti, decorerà le facciate dei concessionari nel corso della prima metà del prossimo anno, e debutterà ufficialmente sui veicoli del gruppo non prima della fine del 2022.

 

Il re-branding strategico di Mediaset Infinity

re-branding mediaset infinityDall’inizio dell’anno il servizio di streaming di proprietà del gruppo Mediaset ha subito tre re-branding. Dopo l’avvio del servizio a pagamento Infinity+, dedicato agli appassionati di film e serie tv, il gruppo ha deciso per una fusione con la già esistente app Mediaset Play, per dare vita innanzitutto al marchio Mediaset Play Infinity, rebrandizzato infine come solo Mediaset Infinity.

La strategia solo apparentemente confusionaria potrebbe essere un trampolino di lancio strategico per la prossima stagione di Champions League, di cui il colosso Mediaset detiene i diritti.

 

 Il rebranding tecnologico di Peroni

re-branding peroniPeroni, lo storico birrificio romano, festeggia i suoi 175 anni con un radicale cambio di look e una nuova campagna di marketing digitale.

Il vecchio logo con lo storico scudo “decorato” da spighe di malto lascia ora spazio ad un più anonimo ovale rosso, che fa da cornice allo storico pittogramma di Peroni, invariato. L’etichetta sul collo della bottiglia ora riporta un codice QR, un link per tracciare ogni singolo passaggio del malto utilizzato per produrre una delle birre più amate dagli italiani.

Un fortunato rebranding tecnologico per Peroni, che cede il passo alla modernità pur non dimenticando le proprie radici.

 

La maturazione nel re-branding di Expedia

re-branding expediaExpedia, leader mondiale da oltre 25 anni nel settore dei viaggi, ha optato per un rebranding minimale ma sorprendentemente efficace.

Il team di creativi interno all’azienda ha eseguito leggere modifiche sia all’emblema, l’aeroplano in decollo, sia al logotipo: il velivolo dorato, sempre racchiuso all’interno di un cerchio blu, appare più ruotato verso l’alto, mentre il font del nome del brand è stato alleggerito per facilitarne la lettura e la riconoscibilità. Anche il classico colore blu corporate è stato rivisto parzialmente, presentandosi ora in una tonalità più scura.

Parallelamente al logo, l’azienda ha presentato anche un nuovo payoff: “It matters who you travel with” (“Importa con chi viaggi”).

Un re-branding semplice ma diretto ed efficace, che mira a rappresentare perfettamente l’epoca della “maturità” di questa storica azienda. Expedia non si pone più come mero fornitore di servizi nei confronti del cliente, bensì come advisor e garante dei più alti standard qualitativi, e questa nuova visual identity ne sottolinea ottimamente l’intento.

 

Come abbiamo visto, alcune scelte di re-branding sono state molto coraggiose, altre hanno fatto i conti con la contemporaneità e il sopravvento del digitale. Quel che è certo è che queste iniziative sono sempre molto interessanti e significative per leggere gli andamenti e i trend in fatto di marketing e comunicazione.

E a voi qual è piaciuto di più?