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	<title>brand positioning Archivi - Bobble Agency</title>
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		<title>Come il phygital marketing cambierà per sempre il mondo del retail</title>
		<link>https://www.bobbleagency.com/phygital-marketing-cambiera-il-mondo-del-retail/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[mariagrazia.palladino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jun 2021 14:53:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
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		<category><![CDATA[content marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix"> TEMPO DI LETTURA STIMATO: </span> <span class="rt-time">5</span> <span class="rt-label rt-postfix">minuti</span></span> Durante la pandemia causata dal virus Covid-19, il mondo ha necessariamente modificato le proprie abitudini: igienico-sanitarie, lavorative, ma soprattutto di acquisto. Quello che da qualche anno si era sviluppato come un modello di marketing dettato dall’uso sempre più ibrido di strategie che integrassero la dimensione online e offline dei consumatori, ha raggiunto un’impennata vertiginosa nell’anno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix"> TEMPO DI LETTURA STIMATO: </span> <span class="rt-time">5</span> <span class="rt-label rt-postfix">minuti</span></span><p>Durante la pandemia causata dal virus Covid-19, il mondo ha necessariamente modificato le proprie abitudini: igienico-sanitarie, lavorative, ma soprattutto di acquisto. Quello che da qualche anno si era sviluppato come un modello di marketing dettato dall’uso sempre più ibrido di strategie che integrassero la dimensione online e offline dei consumatori, ha raggiunto un’impennata vertiginosa nell’anno appena trascorso. Le strategie omnichannel dei brand si inseriscono quindi in un più ampio modello di marketing, il <strong>phygital marketing</strong>: scopriamo cos’è e perché cambierà per sempre il mondo del retail.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Un nuovo concept di retail 4.0</strong></h2>
<p>Immagina: sei in metropolitana per tornare a casa, e devi fare la spesa. Apri un’applicazione sul tuo smartphone, e con la fotocamera inquadri i<strong> QR code</strong> di alcuni prodotti su un cartellone affisso nel vagone. I prodotti finiscono nel tuo carrello virtuale e procedi al pagamento, poi una volta a casa un corriere ti consegnerà la spesa.</p>
<p>E ancora: insieme al tuo partner siete indecisi se acquistare la scarpiera che tanto vi aiuterebbe a riordinare quel mucchio di calzature all’ingresso. Grazie ad una <strong>app sullo smartphone</strong> potrete inquadrare lo spazio ideato per il mobile per osservarlo in anteprima all’interno della vostra abitazione, a grandezza naturale. Da lì potrete scegliere se acquistarlo on line con consegna a domicilio, ritiro in negozio o recarvi fisicamente in negozio per l’acquisto. Oppure, non fare niente e lasciare il mucchio di scarpe lì dov’è.</p>
<p>Infine: hai deciso di recarti presso un negozio per acquistare una camicia notata nella <strong>newsletter</strong> inviata dal tuo brand di streetwear preferito. Ma una volta entrato nel negozio, ti soffermi a osservare le grafiche della mostra d’arte ospitata al suo interno, mentre ascolti musica dal vivo di una band internazionale, e sorseggi una bevanda fresca comprata proprio lì dentro. Una volta fuori dal negozio, ti accorgi di esserti dimenticato della camicia, e forse hai voglia di tornare dentro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il customer journey nell&#8217;era del retail 4.0</h3>
<p>Gli scenari appena immaginati non sono il futuro: è già successo. Sono solo esempi di iniziative di alcuni brand come <strong>Tesco</strong>, <strong>Ikea</strong> e <strong>Vans</strong>, che hanno scelto di far compiere al cliente un nuovo tipo di <strong>customer journey</strong>, il “viaggio” che accompagna un potenziale consumatore dalla conoscenza di un prodotto fino all’acquisto, al riacquisto e al passaparola.</p>
<p>Come descrive Kotler in “<em>Retail 4.0. 10 regole per l’Era Digitale</em>”, il percorso del potenziale consumatore è fatto di 5 passi, le cosiddette “cinque A”:</p>
<ul>
<li><strong>Aware</strong>. L’esposizione più o meno passiva del cliente ai prodotti del brand, tramite esperienza passata, strategie di marketing, o ricerca personale;</li>
<li><strong>Appeal</strong>. L’attrazione del cliente verso il brand;</li>
<li><strong>Ask</strong>. L’attivazione del cliente verso i prodotti, attraverso formulazione di domande, richiesta di consigli, confronto prezzi, e prova del prodotto in negozio;</li>
<li><strong>Act</strong>. L’acquisto del prodotto, l’uso del prodotto, o richiesta di assistenza;</li>
<li><strong>Advocate</strong>. La dimostrazione di lealtà al brand, con il riacquisto del prodotto, o l’acquisto di altri prodotti del brand, e il passaparola creato dal cliente.</li>
</ul>
<p>Con lo scopo di far percorrere al cliente questi step, i brand hanno quindi investito in strategie come quelle esemplificate prima, grazie alle quali il potenziale consumatore possa vivere un’esperienza, un’immersione che riesca a passare dall’<em>offline</em> (negozio fisico) all’<em>online</em> (negozio virtuale, e-commerce) in modo fluido e coerente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Il phygital marketing</strong></h3>
<p>Ed è proprio questo il principio alla base del phygital marketing, neologismo creato dalla fusione di <em>physical</em> e <em>digital</em>, le dimensioni offline e online. L’intento è quello di far passare al cliente ogni fase delle “cinque A” creando molteplici <strong>touchpoints</strong> con i quali interagire, attraverso una <strong>strategia omnichannel</strong>, che abbracci in modo coerente e omogeneo tutti i canali di comunicazione del brand.</p>
<p>L’esperienza phygital si basa su tre elementi essenziali, le cosiddette tre “i”:</p>
<ul>
<li><strong>immediatezza</strong></li>
<li><strong>immersione</strong></li>
<li><strong>interazione</strong></li>
</ul>
<p>Un customer journey, per essere veramente phygital, deve combinare tutti questi elementi, coniugando l’immediatezza dell’esperienza e l’immersione dell’utente tipiche del mondo digital con l’interazione, prerogativa dell’esperienza fisica in negozio. Affinché questa unione sia possibile è necessario che:</p>
<ul>
<li>nello spazio fisico sia introdotta una tecnologia che svolga il ruolo di facilitatore per garantire immediatezza e immersione;</li>
<li>nello spazio online siano utilizzati strumenti che favoriscano l’interazione tra consumatore e prodotto o tra consumatore e brand.</li>
</ul>
<p>Il marketing quindi si trasforma, ampliando le soluzioni grazie allo sfruttamento dei progressi tecnologici, come <strong>realtà aumentata</strong>, <strong>intelligenza artificiale</strong>, <strong>marketing automation</strong> e <strong>internet of things</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>La nuova figura del consumatore 4.0</strong></h4>
<p>In uno scenario pre-Covid il consumatore stava già attraversando una metamorfosi continua: ibridava i suoi strumenti preferiti per l’acquisto e le abitudini cucite sopra le proprie necessità, surfando costantemente tra offline e online. La trasformazione già in atto, oltre a nuovi assetti programmatici dei <a href="https://www.bobbleagency.com/brand-e-coronavirus-cosa-cambia/">brand</a>, ha subito una decisa variazione di tendenza a seguito del 2020.</p>
<p>Secondo il <a href="https://www.sinesy.it/retail-trend-connubio-store-digital/" target="_blank" rel="noopener">report sul retail</a> di Synesy, il consumatore continuerà a spaziare tra vendita online e offline, ma potrà contare su fattori di sicurezza sanitaria come, ad esempio, la <strong>prenotazione di uno slot per l’acquisto diretto in negozio</strong> per evitare assembramenti, o su <strong>pagamenti cashless</strong> o <strong>digital wallet</strong>.</p>
<p>Allo stesso tempo, per quanto riguarda i touchpoints digitali, i retailer potranno contare su nuove tecnologie e strategie per coinvolgere il pubblico degli utenti e invogliarlo ad acquistare (come <strong>live streaming</strong>, <strong>post interattivi e app di realtà aumentata</strong>). Ma anche continuare ad usare strumenti come <strong>digital personal shopper assistant</strong> ad esempio, che permettono ai clienti di acquistare i prodotti in negozio attraverso video chat in diretta.</p>
<p>Non solo, il trend dell’ultimo anno ha mostrato che le tematiche di <strong>rispetto ambientale</strong> e iniziative green continueranno ad animare le scelte dei consumatori, sempre più consapevoli che le scelte di ognuno possono fare la differenza per tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Le sfide indicate dal phygital marketing </strong></h4>
<p>Secondo <a href="https://blog.mailup.it/2021/05/retail-post-covid/" target="_blank" rel="noopener">Gianluca Diegoli</a>, uno dei massimi esperti italiani di strategie di marketing digitali, sarà fondamentale per le aziende aprirsi sempre di più ai nuovi modelli indicati dal phygital marketing per sopravvivere nell’epoca che stiamo vivendo. A seguito dei cambiamenti del retail in ambito digital, saranno due le sfide da affrontare da parte dei brand, una più orientata alla figura del nuovo consumatore, l’altra indirizzata verso il management aziendale.</p>
<ol>
<li><strong>Trovare il giusto prodotto market-fit</strong>. Diventerà imprescindibile l’equilibrio tra domanda e offerta, tra i bisogni del consumatore e la produttività aziendale. Non sarà più possibile non immaginare di comprendere il retail digitale nei piani aziendali e nello sviluppo.</li>
<li>L’altra sfida sarà quella di <strong>farsi trovare al posto giusto e al momento giusto</strong> quando il cliente esprimerà la sua volontà di affrontare il processo di acquisto, avendo già integrato online e offline in maniera fluida. Ciò significa da un lato far dialogare tutti i canali in una strategia omnicanale e soprattutto sfruttare i dati raccolti dalle diverse piattaforme per pianificare nuove strategie su misura, grazie alla conoscenza di abitudini di acquisto del cliente. Dall’altro lato, <strong>potenziare lo store fisico</strong> (al quale i consumatori statunitensi sembrano tuttora continuare a non rinunciare) con una nuova forma più dinamica e digitale, e attenta alla sicurezza igienico-sanitaria.</li>
</ol>
<p>Nel futuro avremo quindi a che fare con soluzioni sempre più creative e ibride, anche nella forma, che sfrutteranno tutte le offerte che il panorama digital propone. Per fare un esempio, una delle ultime tendenze del retail è il <strong>live-stream shopping</strong>, che impiega le piattaforme digitali e social che offrono la trasmissione in diretta per vendere prodotti online, mentre conduttori e ospiti possono interagire con la community per rispondere a dubbi o domande.</p>
<p>Allo stesso tempo, lo <strong>store fisico non è destinato ad estinguersi</strong>, ma i brand dovranno mettercela tutta a cambiarne la natura e adattarli ad un mondo dominato da tablet, smartphone, <strong>ledwall interattivi</strong> e strumenti digitali, per offrire un’esperienza di acquisto unica e fidelizzare il cliente.</p>
<p>Se desideri conoscere i vantaggi di una strategia phygital per la tua azienda, <a href="https://www.bobbleagency.com/contatti/">mettiti in contatto con noi</a>.</p>
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		<title>Sai cos’è la brand image?</title>
		<link>https://www.bobbleagency.com/brand-image-importanza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[BobbleUserAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2021 10:23:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brand Positioning]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix"> TEMPO DI LETTURA STIMATO: </span> <span class="rt-time">4</span> <span class="rt-label rt-postfix">minuti</span></span> La brand image racchiude la percezione che gli utenti hanno dell’azienda frutto di una serie di reazioni e attività messe in atto dall’azienda stessa: è l’immagine di marca così come viene recepita dai consumatori, è più un’idea che un’immagine concreta. Ma perchè è così importante per le aziende? Prenditi 5 minuti e leggi il nostro articolo. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<section class="wpb-content-wrapper"><span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix"> TEMPO DI LETTURA STIMATO: </span> <span class="rt-time">4</span> <span class="rt-label rt-postfix">minuti</span></span><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"   ><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><span style="font-weight: 400;">La scorsa settimana vi abbiamo presentato i brand che da anni lavorano sulla brand image e che hanno voluto iniziare il nuovo anno presentando il loro <a href="https://www.bobbleagency.com/i-rebranding-logo-di-gennaio-2021/">rebranding</a>. In questo articolo analizziamo uno dei concetti tanto cari a creativi e art director: la <strong>brand image</strong>. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mettiti comodo, questo articolo potrebbe aprirti un mondo. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><b>Brand image: cos&#8217;è?</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Prima di fornirvi la giusta definizione del concetto in analisi è necessaria una premessa. </span><span style="font-weight: 400;">Per definire la brand image di un’azienda bisogna prendere in considerazione tre aspetti: </span></p>
<ol>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><strong>Il posizionamento di marca </strong></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><strong>Gli attributi di personalità</strong></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><strong>La reputazione aziendale </strong></li>
</ol>
<p><span style="font-weight: 400;">La <strong>brand image racchiude la percezione che gli utenti hanno dell’azienda</strong> frutto di una serie di reazioni e attività messe in atto dall’azienda stessa: è <strong>l’immagine di marca così come viene recepita dai consumatori</strong>, è più un’idea che un’immagine concreta. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’<strong>immagine di marca riassume il posizionamento di un marchio, la personalità di un brand e la reputazione della marca stessa</strong>. La brand image deriva dal processo di sedimentazione delle relazioni fra il pubblico e l’impresa che dipendono da una serie di fattori. Senza ombra di dubbio i principali sono: </span></p>
<ol>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Pubblicità</b><span style="font-weight: 400;">. La <strong>pubblicità</strong> che un’azienda fa del proprio brand influisce nella creazione di una brand image nella mente del consumatore. Se parliamo di pubblicità non <strong>intendiamo</strong> solo lo spot pubblicitario ma <strong>l’approccio al pubblico, il tipo di offerta, il tono utilizzato, il tipo di messaggio che si intende comunicare</strong>. E ancora, scegliere il canale pubblicitario e il formato pubblicitario può definire la percezione di un’azienda: se l’azienda sceglie di non promuoversi all’interno dei canali digital, probabilmente è un’azienda che si rivolge ad un target molto adulto non abile nell’utilizzo delle nuove tecnologie.<br />
</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Tipologia distributiva</b><span style="font-weight: 400;">. Non tutti i prodotti possono essere distribuiti su tutti i canali. Pensiamo anche alla pandemia che stiamo vivendo. Molti di noi hanno cambiato abitudini per quanto riguarda la fruizione di servizi ma aldilà delle situazioni emergenziali di fatto <strong>le aziende scelgono di privilegiare determinati canali distributivi piuttosto che altri a seconda del proprio target</strong> e questo inevitabilmente cambia l’influenza e l’idea che noi abbiamo di un determinato brand. Ci sono negozi monomarca ma anche negozi di grande distribuzione. Possono esserci aziende che scelgono di vendere solo online così come altre aziende che vendono offline ed online. Questo perché <strong>i prodotti sono tanti e necessitano una differenziazione</strong>. Acquistare all’interno di un canale di distribuzione piuttosto che in un altro implica un cambiamento di percezione.<br />
</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Giudizio di opinion leader e influencer</b><span style="font-weight: 400;">. <strong>La strategia di affidare il giudizio</strong> della propria impresa e <strong>del proprio prodotto a esperti di settore o influencer accelera la formazione nella mente dell’utente della brand image</strong> di un’azienda o di un prodotto. Attenzione però. Legare un brand ad un influencer riconosciuto dal target di riferimento implica una strategia ben studiata soprattutto in termini di percezione: <strong>il valore del soggetto che va a promuovere il nostro prodotto non deve superare il valore del prodotto</strong> stesso altrimenti si rischia di fare pubblicità all’influencer di turno. Se ben utilizzato il giudizio espresso da opinion leader e influencer ci aiuta nella costruzione di una brand image percepita nel giusto modo dal nostro target di riferimento.<br />
</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Informazioni diffuse attraverso i media</b><span style="font-weight: 400;">. La creazione della percezione di marca passa anche dalla <strong>scelta dei canali di diffusione dei messaggi pubblicitari</strong>. Non facciamo riferimento soltanto ai social media. Non tutti utilizzano le affissioni o il digital marketing o ancora la televisione per promuoversi poiché i canali sono differenti e si rivolgono a pubblici differenti. <strong>Ogni azienda deve essere brava a recepire i feedback, le opinioni, le richieste del pubblico</strong> in quanto questi aspetti vanno a definire quella che è la reputazione aziendale e la percezione nella mente degli utenti. </span></li>
</ol>
<p><span style="font-weight: 400;">Quando parliamo di branding si parla di qualcosa che si costruisce nel tempo. <strong>Le relazioni che si instaurano con i consumatori e un brand si creano con il tempo</strong>. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><b>Il posizionamento di marca nella definizione della brand image </b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Il <strong>posizionamento</strong> si applica a qualsiasi tipologia di prodotto sul mercato che sia esso un servizio o un bene materiale. <strong>Ogni azienda può posizionarsi all’interno di un mercato di riferimento</strong> se lavora non solo sul prodotto stesso ma anche sulla concorrenza e sull’obiettivo da raggiungere. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per determinare l’importanza del posizionamento di marca di un’azienda partiamo dalla definizione che </span><strong><a href="https://www.paradisodeicopy.it/che-cosa-e-il-brand-positioning-secondo-al-ries-e-jack-trout/">Ries &amp; Jack Trout:</a></strong></p>
<p><em><strong>“Per costruire un brand bisogna concentrarsi sul possedere una parola nella mente dei clienti. Una parola che non appartenga ad altri”. </strong></em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Seppure la definizione sembra essere chiara ed immediata in realtà dietro di essa si cela un concetto molto più complesso ed ampio. Non è sufficiente decidere la parola per potersi posizionare con quella nella mente del consumatore. Non è così che il nostro brand diviene riconoscibile. Facciamo alcuni esempi per comprendere al meglio il concetto. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quando pronunciamo la parola <strong>Banana</strong> qual è l’azienda che associ a questo prodotto? Probabilmente la risposta di tanti sarà <strong>Ciquita</strong>. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo accade perchè nel corso del tempo l’azienda è stata in grado di sviluppare una brand image riconoscibile e chiara. Ciquita nello <strong>storytelling del suo brand ha fatto scelte visive azzeccate e in linea con l&#8217;immagine coordinata del prodotto</strong>. Se pensiamo al bollino blu sulla banana gialla capiamo che la scelta di due colori primari per catturare l’attenzione non è frutto della casualità ma di uno studio strategico. </span><span style="font-weight: 400;">Sul sito <strong>l’attenzione alla selezione cromatica contribuisce a creare una relazione tra il brand e il consumatore</strong>. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E ancora. Se pronunciate la parola <strong>carta per la cucina</strong> e assai probabile che l’azienda che viene associata a questo tipo di parola è <strong>Scottex</strong>. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche nella quotidianità molto spesso viene utilizzata la parola Scottex per intendere la carta da cucina a prescindere dalla marca del prodotto. <strong>Scottex è un brand che ha inventato il prodotto carta casa e tutti noi associamo questo tipo di prodotto all’azienda</strong>. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><b>Come migliorare il brand look di un’azienda?</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Chiarito il concetto di brand image il primo passo per una azienda che intende migliorare la propria brand image è porsi delle domande: </span></p>
<ol>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><strong>Qual è l’elemento di differenziazione dell’azienda?</strong></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><strong>Perchè scegliere me rispetto alla concorrenza?</strong></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><strong>In che modo è possibile migliorare la relazione con gli utenti di riferimento?</strong></li>
</ol>
<p><span style="font-weight: 400;">Rispondendo a queste domande è possibile determinare il <strong>vantaggio competitivo</strong> dell’azienda e la relativa <strong>identità</strong>. Su questi due fattori il brand deve far leva per posizionarsi all’interno della <a href="https://www.signorelli-partners.it/brand-awareness-la-piramide-di-aaker/"><strong>piramide di Aaker</strong></a>. Per avere successo, l’azienda deve posizionarsi come <strong>top of mind</strong>. In questo modo è possibile consolidarsi nella mente del consumatore positivamente. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per permettere che il <strong>consumatore</strong> si innamori del brand e instauri una relazione con esso duratura e fedele alla marca, per prima cosa è necessario <strong>acquisire</strong> la sua <strong>fiducia</strong>. <strong>Ogni azienda</strong> che vuole occupare la prima posizione della Piramide di Aaker <strong>deve creare una continua interazione con il cliente, lavorando sulle percezione emotive</strong>. Il prodotto deve rispondere alle esigenze del cliente ma <strong>è fondamentale che l’azienda riesca a creare un’esperienza di marca indimenticabile</strong>. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lavorare alla costruzione di una brand image vincente è il pane quotidiano per i nostri creativi. Provalo tu stesso, visita la sezione <a href="https://www.bobbleagency.com/portfolio/">portfolio</a> del nostro sito web. </span></p>

		</div>
	</div>
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</p></div><div class="vc_btn3-container vc_btn3-left"><a class="vc_general vc_btn3 vc_btn3-size-md vc_btn3-shape-rounded vc_btn3-style-flat vc_btn3-color-juicy-pink" a href="https://www.bobbleagency.com/importanza-personal-branding/" class="vc_gitem-link vc_general vc_btn3 vc_general vc_btn3 vc_btn3-size-md vc_btn3-shape-rounded vc_btn3-style-flat vc_btn3-color-juicy-pink" title="Leggi tutto">Leggi tutto</a></div></div></div></div></div></div><div class="vc_clearfix"></div></div><div class="vc_grid-item vc_clearfix vc_col-sm-4 vc_grid-item-zone-c-bottom"><div class="vc_grid-item-mini vc_clearfix "><div class="vc_gitem-animated-block" ><div class="vc_gitem-zone vc_gitem-zone-a vc-gitem-zone-height-mode-auto vc-gitem-zone-height-mode-auto-1-1 vc_gitem-is-link" style="background-image: url('https://www.bobbleagency.com/wp-content/uploads/2023/06/sito-web-responsive-1024x720.jpg') !important;"><a href="https://www.bobbleagency.com/sito-web-responsive-una-guida-pratica/" title="Sito Web responsive: una guida pratica" class="vc_gitem-link vc-zone-link" ></a><img src="https://www.bobbleagency.com/wp-content/uploads/2023/06/sito-web-responsive-1024x720.jpg" class="vc_gitem-zone-img" alt="design responsive"><div class="vc_gitem-zone-mini"></div></div></div><div class="vc_gitem-zone vc_gitem-zone-c vc_custom_1419240516480"><div class="vc_gitem-zone-mini"><div class="vc_gitem_row vc_row vc_gitem-row-position-top"><div class="vc_col-sm-12 vc_gitem-col vc_gitem-col-align-"><div class="vc_custom_heading vc_gitem-post-data vc_gitem-post-data-source-post_title" ><h4 style="text-align: left" >Sito Web responsive: una guida pratica</h4></div><div class="vc_custom_heading vc_gitem-post-data vc_gitem-post-data-source-post_excerpt" ><p style="text-align: left" ><p><span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix"> TEMPO DI LETTURA STIMATO: </span> <span class="rt-time">2</span> <span class="rt-label rt-postfix">minuti</span></span> Per evitare brutte sorprese di navigazione quando metti online il tuo sito, prima di ogni altra cosa verifica che sia web responsive. Come fare?</p>
</p></div><div class="vc_btn3-container vc_btn3-left"><a class="vc_general vc_btn3 vc_btn3-size-md vc_btn3-shape-rounded vc_btn3-style-flat vc_btn3-color-juicy-pink" a href="https://www.bobbleagency.com/sito-web-responsive-una-guida-pratica/" class="vc_gitem-link vc_general vc_btn3 vc_general vc_btn3 vc_btn3-size-md vc_btn3-shape-rounded vc_btn3-style-flat vc_btn3-color-juicy-pink" title="Leggi tutto">Leggi tutto</a></div></div></div></div></div></div><div class="vc_clearfix"></div></div><div class="vc_grid-item vc_clearfix vc_col-sm-4 vc_grid-item-zone-c-bottom"><div class="vc_grid-item-mini vc_clearfix "><div class="vc_gitem-animated-block" ><div class="vc_gitem-zone vc_gitem-zone-a vc-gitem-zone-height-mode-auto vc-gitem-zone-height-mode-auto-1-1 vc_gitem-is-link" style="background-image: url('https://www.bobbleagency.com/wp-content/uploads/2023/03/progettare-sito-web-dark-mode-1024x720.jpg') !important;"><a href="https://www.bobbleagency.com/progettare-sito-web-dark-mode/" title="Perché progettare un sito web a prova di Dark Mode?" class="vc_gitem-link vc-zone-link" ></a><img src="https://www.bobbleagency.com/wp-content/uploads/2023/03/progettare-sito-web-dark-mode-1024x720.jpg" class="vc_gitem-zone-img" alt="Sin dal suo boom nel 2019 con l’introduzione di Apple e degli altri Big Tech, l’interfaccia in dark mode di siti e applicazioni è diventata quasi uno standard. Perché? Scopri di più."><div class="vc_gitem-zone-mini"></div></div></div><div class="vc_gitem-zone vc_gitem-zone-c vc_custom_1419240516480"><div class="vc_gitem-zone-mini"><div class="vc_gitem_row vc_row vc_gitem-row-position-top"><div class="vc_col-sm-12 vc_gitem-col vc_gitem-col-align-"><div class="vc_custom_heading vc_gitem-post-data vc_gitem-post-data-source-post_title" ><h4 style="text-align: left" >Perché progettare un sito web a prova di Dark Mode?</h4></div><div class="vc_custom_heading vc_gitem-post-data vc_gitem-post-data-source-post_excerpt" ><p style="text-align: left" ><p><span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix"> TEMPO DI LETTURA STIMATO: </span> <span class="rt-time">3</span> <span class="rt-label rt-postfix">minuti</span></span> Sin dal suo boom nel 2019 con l’introduzione di Apple e degli altri Big Tech, l’interfaccia in dark mode di siti e applicazioni è diventata quasi uno standard. Perché? Scopri di più.</p>
</p></div><div class="vc_btn3-container vc_btn3-left"><a class="vc_general vc_btn3 vc_btn3-size-md vc_btn3-shape-rounded vc_btn3-style-flat vc_btn3-color-juicy-pink" a href="https://www.bobbleagency.com/progettare-sito-web-dark-mode/" class="vc_gitem-link vc_general vc_btn3 vc_general vc_btn3 vc_btn3-size-md vc_btn3-shape-rounded vc_btn3-style-flat vc_btn3-color-juicy-pink" title="Leggi tutto">Leggi tutto</a></div></div></div></div></div></div><div class="vc_clearfix"></div></div></div></div>
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		<title>Lavazza e gli altri: l’empatia come chiave comunicativa</title>
		<link>https://www.bobbleagency.com/spot-lavazza-e-empatia-dei-brand/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Bobble Agency]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2020 09:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Estetica della comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[brand positioning]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione di brand]]></category>
		<category><![CDATA[spot lavazza]]></category>
		<category><![CDATA[spot pubblicitari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix"> TEMPO DI LETTURA STIMATO: </span> <span class="rt-time">3</span> <span class="rt-label rt-postfix">minuti</span></span> In questo ultimo mese forse stiamo smettendo di cambiare canale tv al momento della pubblicità. Dallo spot Lavazza a quello di Star, tanto per fare alcuni esempi, stiamo assistendo ad un potente cambio sia nella modalità comunicativa che nel messaggio. Il momento difficile e per certi versi anche crudo che abbiamo vissuto – e stiamo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix"> TEMPO DI LETTURA STIMATO: </span> <span class="rt-time">3</span> <span class="rt-label rt-postfix">minuti</span></span><p>In questo ultimo mese forse stiamo smettendo di cambiare canale tv al momento della pubblicità. Dallo spot Lavazza a quello di Star, tanto per fare alcuni esempi, stiamo assistendo ad un <strong>potente cambio sia nella modalità comunicativa che nel messaggio</strong>.</p>
<p>Il momento difficile e per certi versi anche crudo che abbiamo vissuto – e stiamo ancora vivendo – a causa della pandemia ha prodotto un ribaltamento di fronte, nel quale il prodotto ha cessato di essere al centro della comunicazione pubblicitaria per lasciare il posto alla <strong>condivisione dei valori</strong> dei quali alcuni brand storici si fanno da sempre portavoce.</p>
<p>Il risultato è senza dubbio interessante a livello emozionale ed empatico, tanto da meritare a nostro parere di fermarsi a riflettere: <strong>perché non prendere spunto dai grandi brand e traslare la loro modalità di comunicazione anche al mondo delle PMI?</strong></p>
<h2><strong>Spot Lavazza, un messaggio universale<br />
</strong></h2>
<p>Chiamarlo spot pubblicitario potrebbe essere un’offesa! L’ultima proposta della Lavazza è una sorta di cortometraggio, quasi una sorta di film in miniatura, per la grande forza delle immagini e dei testi, perfettamente associati alla colonna sonora.<br />
<strong>Riprendere il Discorso all’Umanità di Charlie Chaplin</strong> significa andare a toccare davvero le corde più profonde dell’animo umano e superare completamente una visione personalistica delle cose – anche a livello imprenditoriale – per invitare ad assumere un punto di vista più ampio.<br />
Lo spot Lavazza sembra darci un consiglio: cogliamo questa opportunità per riscoprire le cose davvero importanti, la nostra umanità, il piacere di stare con chi amiamo, di fare ciò che ci piace davvero.<br />
Ma <strong>questi valori sono proprio quelli che da sempre contraddistinguono la Lavazza</strong> ed è qui che si chiude il cerchio: <strong>il brand diviene il tramite di un messaggio universale, che poggia anche sui suoi valori</strong>.<br />
Non è un caso infatti che la frase di chiusura “E’ il buongiorno di un’umanità ritrovata. Viviamolo insieme” poggi proprio su quello che riconosciamo essere un caffè.</p>
<h3><strong>Star e l’importanza della famiglia</strong></h3>
<p>Segue la stessa linea dello spot Lavazza anche quello di <strong>Star</strong>, che coglie l’occasione per ricordarci come <strong>da sempre sia al fianco delle nostre famiglie</strong> e come anche questa volta ci abbia accompagnato nelle nostre stanche e lunghe giornate casalinghe.<br />
<strong>Lo storytelling</strong> <strong>è</strong> anche in questo caso <strong>improntato a far riconoscere chi guarda lo spot nei valori del brand</strong>, che però sembra quasi mettersi da parte, dando risalto a momenti di vita famigliare nei quali i protagonisti – sempre ritratti in cucina o mentre gustano un piatto che ci viene suggerito essere preparato con uno dei prodotti star – sono nonne e nipoti, mamme e figli, giovani coppie, bimbi, amici, vicini che esprimono le loro emozioni ridendo, piangendo, giocando, guardandosi.<br />
Interessante anche la chiusura, che utilizza l’alba come metafora della ripartenza.<br />
La voce narrante nell’arco di tutto lo spot ci ricorda proprio come Star sia da sempre al nostro fianco e che lo sarà ancora, per ripartire insieme.</p>
<h3><strong>Conad ed il racconto di sé </strong></h3>
<p><strong>Conad</strong> decide invece di collocarsi <strong>a metà tra la narrazione dello spot Lavazza e quello di Star</strong>, mettendo sempre al centro le persone, quindi tutti noi che potremmo fare la spesa da Conad, ma allo stesso tempo decidendo di raccontare la propria unicità: l’elemento differenziante che il brand vuole comunicare al pubblico è in questo caso la condivisione di valori unici, forti, che si sostanziano nel rispetto della filiera, nella valorizzazione del territorio, nell’attenzione nei confronti dei clienti.<br />
Che cosa dunque, ti potresti chiedere, c’è di differente rispetto ad un normale spot promozionale? Che il centro del discorso non è il brand o il suo prodotto, ma tu e le tue esigenze che Conad riesce a soddisfare: <strong>non vuole</strong> dunque <strong>essere un semplice supermercato, ma una comunità, si aiuta, condividendo valori comuni</strong>.</p>
<h3><strong>Consigli per le PMI</strong></h3>
<p>Lo spot Lavazza, quello di Star, Conad, ma anche tanti altri alcuni dei quali abbiamo citato nel precedente articolo “<a href="https://www.bobbleagency.com/brand-e-coronavirus-cosa-cambia/">I brand durante e dopo il Coronavirus</a>”, possono essere <strong>fonte di riflessione anche per chi come te si trova a capo di una PMI</strong>.<br />
<strong>Prova a porti queste domande:</strong></p>
<ul>
<li>i valori del tuo brand sono chiari?</li>
<li>la comunicazione che utilizzi li rispecchia?</li>
<li>puoi dire di aver creato una community che condivida i tuoi valori?</li>
<li>hai fatto in modo di essere vicino ai tuoi clienti (anche quelli potenziali) in questo momento?</li>
<li>che cosa potresti fare per ottenere, oggi, la loro attenzione?</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Pensaci un po’ su e poi contattaci se vuoi capire come approcciarti in modo nuovo e più performante con la tua audience!</p>
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		<title>Il potere delle recensioni</title>
		<link>https://www.bobbleagency.com/importanza-delle-recensioni-per-una-azienda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Bobble Agency]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Feb 2020 13:30:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[brand awareness]]></category>
		<category><![CDATA[brand positioning]]></category>
		<category><![CDATA[digital marketing]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[web marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix"> TEMPO DI LETTURA STIMATO: </span> <span class="rt-time">3</span> <span class="rt-label rt-postfix">minuti</span></span> L’84% delle persone si informa tramite internet prima di compiere un acquisto. Dovrebbe bastare questo per comprendere l’importanza delle recensioni per il tuo business. La fiducia è qualcosa di molto complesso da conquistare. Ce ne accorgiamo quotidianamente, in prima persona, da qualunque parte della barricata ci troviamo. Per un imprenditore che voglia aumentare le sue [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix"> TEMPO DI LETTURA STIMATO: </span> <span class="rt-time">3</span> <span class="rt-label rt-postfix">minuti</span></span><h2><strong>L’84% delle persone si informa tramite internet prima di compiere un acquisto. Dovrebbe bastare questo per comprendere l’importanza delle recensioni per il tuo business.</strong></h2>
<p>La fiducia è qualcosa di molto complesso da conquistare. Ce ne accorgiamo quotidianamente, in prima persona, da qualunque parte della barricata ci troviamo. <strong>Per un imprenditore che voglia aumentare le sue possibilità di vendita</strong> è fondamentale <strong>interrogarsi sull’importanza delle recensioni</strong> in ottica di attrazione del potenziale cliente.</p>
<h3><strong>Non solo ecommerce</strong></h3>
<p>Se pensi di dover valutare l’importanza delle recensioni solamente in rapporto ad un sito ecommerce, è meglio che tu ti ricreda subito.<br />
La grande opportunità, che però è allo stesso tempo anche la maggiore minaccia, del web è che <strong>puoi vendere praticamente in ogni momento, senza che sia previsto in realtà un acquisto fisico</strong>.</p>
<p><strong>Pensiamo agli account social della tua azienda</strong>. I contenuti che pubblichi che scopo hanno? Quello di attirare l’attenzione di chi scrolla quasi annoiato il diario o il feed, certo. Ma questa è solo la punta dell’iceberg: le motivazioni più importanti sono quelle nascoste sotto la superficie.<br />
Vuoi che man mano si interessino sempre di più alla tua realtà, alle tue idee. Che magari inizino a commentare, a farsi coinvolgere. Che, in ultima analisi, quando decideranno che devono acquistare quel servizio o prodotto che vendi anche tu, si ricordino di te e dell’opinione favorevole che hanno costruito nel tempo e ti scelgano.</p>
<p><strong>La stessa cosa accade con i contenuti di un blog</strong>, legato ad un sito internet, tranquillamente senza ecommerce. Condividi le tue competenze, il tuo sapere su un determinato argomento. Così da diventare un punto di riferimento, l’alternativa migliore che balenerà nella mente dell’utente nel momento in cui dovrà soddisfare un determinato bisogno legato alla tua attività.</p>
<p>L’importanza delle recensioni non può dunque essere limitata ai soli siti ecommerce perché <strong>i nostri comportamenti d’acquisto sono orientati della pregressa ricerca di informazioni che operiamo</strong>. Attraverso i social, i blog, i forum, i gruppi, le <a href="https://www.bobbleagency.com/che-cose-una-landing-page-e-perche-potrebbe-servirti/">landing page</a>, le pagine interne di un sito.</p>
<p>Ottimale è dunque fare in modo che <strong>ogni strada web che riporta alla tua impresa sia disseminata di recensioni</strong>. Ovviamente credibili e in grado di raccontare un’esperienza.</p>
<h2><strong>Come dovrebbe essere una recensione perfetta</strong></h2>
<p>Se abbiamo dunque chiarito l’importanza delle recensioni a livello aziendale, è opportuno anche sottolineare come non tutte abbiano la stessa valenza.<br />
È normale che la filosofia del “qualcosa è meglio di niente” possa essere sempre considerata vera.<br />
Ma <strong>le semplici stelline lasciate nella valutazione Google o Facebook</strong> hanno un impatto ben diverso rispetto ad una recensione scritta di proprio pugno.</p>
<p>E, ancora, <strong>una testimonianza che racconti la propria esperienza nel dettaglio</strong>, entrando nel merito del prodotto o servizio acquistato e della sua specifica funzionalità, ha più peso rispetto al classico “professionisti gentili e preparati”.</p>
<p>Se quindi dovessi trovarti di fronte ad un tuo cliente e avessi il piacere di chiedergli una recensione – che lui stesso potrebbe inserire nei tuoi canali o che provvederai a condividere tu – quali sono le caratteristiche che dovrebbe avere?</p>
<ol>
<li>
<h4>Essere firmata o comunque riconducibile ad una persona.</h4>
<p>Se ottieni addirittura di poter mettere la foto, nel caso di una sezione dedicata nel tuo sito web, invece che il nome con il cognome puntato, hai fatto centro. Le persone tendono a fidarsi di più quando possono virtualmente guardare in faccia chi ha fatto una dichiarazione.</li>
<li>
<h4>Essere specifica.</h4>
<p>La capacità di entrare in empatia e di essere gentili e cordiali è sicuramente un’attitudine apprezzata. Ma chi deve fare un acquisto vuole una risposta molto più primordiale: funziona o no quello che mi vogliono vendere? Se chi lascia la recensione racconta nei particolari la propria esperienza è tutt’altra cosa.</li>
<li>
<h4>Contenere la narrazione problema/soluzione.</h4>
<p>Le persone vogliono potersi riconoscere quando leggono una recensione. Se il tuo cliente decide di raccontare qual era il suo problema e come il tuo prodotto/servizio è riuscito a risolverlo, guadagni immediatamente punti importanti.</li>
<li>
<h4>Esplicitare il tuo elemento differenziante.</h4>
<p>Perché alla fine chi ha lasciato la recensione si è fidato proprio di te? È una cosa che gli utenti vogliono sapere e che aumenta la fiducia nei tuoi confronti.</li>
<li>
<h4>Non essere esagerate.</h4>
<p>Motivo per il quale ti sconsigliamo vivamente di chiedere a parenti, amici, persone che in realtà non hanno avuto alcuna esperienza con la tua azienda. La perfezione non è di questo mondo…e tutti lo sanno molto bene!</li>
</ol>
<p>Un ultimo consiglio:<strong> non essere timido!</strong> Se sai di aver fatto un buon lavoro, ora che sai la vera importanza delle recensioni, non esitare a chiedere ad un tuo cliente di lasciartela!</p>
<p>A proposito, se sei uno dei nostri, hai già lasciato il tuo feedback?</p>
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		<item>
		<title>Brand Equity e comunicazione</title>
		<link>https://www.bobbleagency.com/brand-equity-e-comunicazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Bobble Agency]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2020 15:58:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Estetica della comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[brand awareness]]></category>
		<category><![CDATA[brand equity]]></category>
		<category><![CDATA[brand positioning]]></category>
		<category><![CDATA[brand positioning statement]]></category>
		<category><![CDATA[PMI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix"> TEMPO DI LETTURA STIMATO: </span> <span class="rt-time">2</span> <span class="rt-label rt-postfix">minuti</span></span> La brand equity fa parte di quelle percezioni che possono influenzare il potenziale cliente e portarlo a scegliere te. Scopri il suo rapporto con la comunicazione e i reali vantaggi. Tra costruzione del brand e comunicazione del brand c’è un rapporto circolare, all’interno del quale l’influenza è reciproca e costante. Il brand non può esistere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix"> TEMPO DI LETTURA STIMATO: </span> <span class="rt-time">2</span> <span class="rt-label rt-postfix">minuti</span></span><h2><strong>La brand equity fa parte di quelle percezioni che possono influenzare il potenziale cliente e portarlo a scegliere te. Scopri il suo rapporto con la comunicazione e i reali vantaggi.</strong></h2>
<p>Tra <strong>costruzione del brand e comunicazione del brand</strong> c’è un rapporto circolare, all’interno del quale l’influenza è reciproca e costante.<br />
Il brand non può esistere senza la comunicazione e viceversa.<br />
Abbiamo già parlato del legame che c’è tra<a href="https://www.bobbleagency.com/brand-positioning-statement-la-strategia-inizia-da-qui/"> brand positioning statement</a> e strategie di marketing. Ora, toccando il tema della brand equity, facciamo un ulteriore passaggio di approfondimento.</p>
<p>Perché <strong>la percezione che le persone hanno</strong> della tua azienda e dei suoi valori, <strong>può essere, in comunicazione, più importante</strong> delle caratteristiche del tuo prodotto.</p>
<h2><strong>Che cos’è la brand equity</strong></h2>
<p>Intanto, è <strong>qualcosa di immateriale</strong>. Ecco perché per molti piccoli e medi imprenditori è un concetto difficile da assimilare e, soprattutto, diventa complicato coglierne fino in fondo l’importanza. Perché si è abituati alla necessità di toccare con mano, di misurare in modo tangibile ed immediato il rapporto costi/benefici.</p>
<p>Parlando di brand equity – come pure di brand awareness o di brand reputation – siamo invece costretti a <strong>fare riferimento al piano percettivo</strong>; che è però quello sul quale si gioca, spesso, <strong>il vero vantaggio competitivo</strong>: basti pensare agli enormi investimenti che le grandi multinazionali fanno in <a href="https://www.bobbleagency.com/neuromarketing-come-reagisce-il-cervello-del-consumatore/">neuromarketing</a>.</p>
<p>Ma torniamo a noi: la brand equity <strong>è il valore della marca</strong>, cioè la percezione che i consumatori hanno del brand, sulla base della quale orientano i loro comportamenti d’acquisto attuali e futuri.<br />
In pratica, la brand equity <strong>è la forza che il tuo brand esercita sul suo mercato di riferimento</strong>.</p>
<p>L’americano David Aaker è uno dei maggiori teorici sull’argomento e ha ipotizzato un modello in base al quale <strong>la brand equity è il prodotto di</strong>:</p>
<ul>
<li>Brand Loyalty o fedeltà alla marca</li>
<li>Brand Awareness o consapevolezza di marca</li>
<li>Qualità percepita</li>
<li>Associazioni che pensare al marchio produce (rapporto con il sistema valoriale del target)</li>
<li>Ulteriori elementi di differenziazione del tuo brand</li>
</ul>
<p>Per ognuna di queste categorie, sono stati teorizzati degli indicatori, che rendano più tangibile questo asset immateriale. Ma non entreremo nel particolare, perché non è nostra intenzione fare una lezione di marketing: scendiamo nel pratico e vediamo perché lavorare sulla brand equity.</p>
<h3><strong>I vantaggi imprenditoriali</strong></h3>
<p>Che cosa accade se <strong>il valore percepito del tuo brand è molto elevato</strong>? <strong>Che cosa ci guadagni?<br />
</strong><br />
Ecco la risposta:</p>
<ul>
<li>maggiore disponibilità del prospect a provare il tuo prodotto, se ancora non lo conosce;</li>
<li>maggiore probabilità che, a parità di caratteristiche, il tuo sia il prodotto acquistato;</li>
<li>disponibilità a pagare un prezzo superiore alla media degli altri competitor;</li>
<li>meno tempo necessario a chiudere una vendita;</li>
<li>meno sensibilità ad un eventuale aumento di prezzo;</li>
<li>meno interesse a valutare un’altra soluzione, per quanto competitiva.</li>
</ul>
<h3><strong>Brand Equity e Comunicazione</strong></h3>
<p>Che rapporto c’è, in definitiva, tra Brand Equity e Comunicazione?<br />
<strong>Un piano di comunicazione ben strutturato</strong>, riesce a <strong>influenzare la percezione</strong> che le persone hanno <strong>di un marchio e</strong>, alla lunga, <strong>l’incremento delle vendite del prodotto</strong>.</p>
<p><strong>In quale modo?</strong><br />
Aumentando la conoscenza della marca, creando immagini che possano imprimersi nella mente del consumatore, realizzando uno storytelling capace di costruire un ponte tra la marca ed il potenziale acquirente, promuovendo sensazioni positive associate al brand, il tutto, in ottica di aumentare la fedeltà nei confronti del brand, che ha come ricaduta l’aumento degli acquisti ripetuti.</p>
<p>Sei curioso di vedere se e come saremmo capaci di farlo per la tua azienda? È una sfida che accogliamo volentieri: contattaci ora!</p>
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		<title>Brand positioning statement, la strategia inizia da qui</title>
		<link>https://www.bobbleagency.com/brand-positioning-statement-la-strategia-inizia-da-qui/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Bobble Agency]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Dec 2019 08:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[brand positioning]]></category>
		<category><![CDATA[brand positioning statement]]></category>
		<category><![CDATA[posizionamento di brand]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://bobbleagency.com/?p=6596</guid>

					<description><![CDATA[<p><span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix"> TEMPO DI LETTURA STIMATO: </span> <span class="rt-time">2</span> <span class="rt-label rt-postfix">minuti</span></span> </p>
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			<p><strong>Quello che per la persona è la carta di identità, per l’azienda è il brand positioning statement: un documento del quale non puoi fare a meno per dimostrare chi sei.</strong></p>
<p>Più parliamo di marketing e più dovrebbe esserti chiaro che <strong>alla base di tutto c’è una strategia</strong>. La quale, a sua volta affonda le radici nell’analisi. Punto di partenza immaginario di questo complesso percorso di costruzione, il <strong>brand positioning statement</strong>.</p>
<p>Entriamo nel dettaglio.</p>
<h2><strong>L’importanza di differenziare il proprio brand</strong></h2>
<p>Il mercato odierno è vittima di una dicotomia. <strong>Da un lato ci sono sempre più alternative possibili</strong> in grado di soddisfare una stessa esigenza. <strong>Dall’altro le oggettive leve</strong> che possono <strong>orientare le preferenze sono sempre meno</strong>.<br />
Insomma, la maggior parte delle volte, a livello pratico, le differenze tra un prodotto e l’altro sono pressochè inesistenti.<br />
Che cosa c’entra questo con il brand positioning statement? Continuando a leggere lo capirai. E anche molto bene.</p>
<p><strong>Differenziarsi</strong>, proprio perché esiste il rischio di appiattire l’offerta, <strong>è quanto mai importante</strong>. Ma come farlo? Puntare sul prezzo, conquistando le persone al grido di “qui costa meno”, come facevano i vecchi piazzisti, è un suicidio aziendale: potresti anche vendere di più, ma ridurresti all’osso i margini. E non ne usciresti certo rafforzato.</p>
<p>L’unica strada che paga davvero è<strong> fermarsi ed analizzare in maniera profonda il proprio brand</strong>: che cos’ha davvero in più degli altri? O, che cosa gli altri non sono stati in grado di comunicare bene, tanto da farti intravedere una breccia da attaccare con forza?</p>
<p>È proprio a questo punto che entra in gioco il concetto di brand positioning statement.</p>
<h3><strong>Che cos’è il brand positioning statement </strong></h3>
<p>Per poter creare la nicchia di interesse ed attenzione che permetterà alla tua azienda di posizionarsi nella mente dei potenziali clienti come leader di settore, è necessario <strong>sapere in maniera chiara ed inequivocabile chi sei, a livello imprenditoriale</strong>.</p>
<p>Ed ecco che ci ricolleghiamo al concetto di carta di identità espresso nelle prime righe di questo articolo: un documento personale, nel quale trovi tutte le caratteristiche essenziali che tratteggiano chi sei. Nome e cognome, altezza, colore degli occhi, segni particolari. Ecco, immagina di dover costruire lo stesso documento anche per la tua azienda.</p>
<p><strong>Il brand positioning statement è una descrizione in grado di raccontare in modo distintivo chi è il tuo brand</strong>:</p>
<ul>
<li>Nome dell’azienda</li>
<li>Che cosa fa</li>
<li>Quali sono i suoi punti di forza</li>
<li>Che cosa ha di diverso rispetto alla concorrenza</li>
<li>In che modo migliora la qualità della vita del potenziale acquirente</li>
</ul>
<p>Gli aspetti forse più importanti e decisamente collegati di questa sorta di carta di identità, sono gli ultimi due.</p>
<p>Mentre la <a href="https://www.glossariomarketing.it/significato/usp/" target="_blank" rel="noopener">unique selling proposition</a> si concentra esclusivamente su di te, quindi su quello che offri come soluzione ai problemi del target, <strong>quando si definisce il brand positioning statement, diventa importante un confronto con la concorrenza</strong>.<br />
Non semplicemente che cosa fa il tuo prodotto o servizio, ma <strong>in che cosa è diverso rispetto agli altri</strong>. Sembra una sottigliezza, ma invece è una differenza fondamentale.</p>
<p>Potremmo dire che <strong>il positioning statement di un brand è l’approfondimento della unique selling proposition</strong>: ti dice perché quel prodotto o servizio è differente dagli altri e non soltanto che lo è.<br />
Stilare questo documento, che spesso rimane anche interno all’azienda, significa avere la base sulla quale costruire tutta la <a href="https://www.bobbleagency.com/come-pianificare-una-strategia-di-marketing-vincente/">strategia di marketing</a> online ed offline.</p>
<p><strong>Vuoi che ti aiutiamo a capire i tuoi elementi di differenziazione e ad esploderli?</strong> Contattaci!</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"   ><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><h3 style="font-size: 20px;text-align: left" class="vc_custom_heading" >Articoli correlati:</h3>
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