creatività e limiti
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Una falsità diffusa nel panorama dei lavori cosiddetti “creativi”, è che per accendere la forza pulsante dell’atto creativo bisogna avere una larga fetta di libertà

Quel che invece riteniamo attendibile è che l’applicazione di paletti al proprio processo di lavoro stimoli un processo mentale sorprendentemente creativo.

Studi scientifici ed esempi famosi hanno dimostrato che sapendo di dover eseguire un determinato compito creativo con tempi e impostazioni ben definite, sia vantaggioso rispetto ad avere campo libero e nessuna restrizione.

Scarsità e limitazioni sono propulsori della creatività, secondo la scienza

Una ricerca del 2015, eseguita da Ravi Mehta dell’Università dell‘Illinois e Meng Zhu della Johns Hopkins University, rivelò come scarsità e abbondanza di risorse influenzino la creatività. Lo studio dimostrava che le persone “costrette” ad affrontare una condizione di scarsità usavano gli oggetti disponibili in modo molto più originale.

All‘opposto, quando venivano offerte più opzioni, gli usi osservati erano quelli comuni che ci si poteva aspettare. L‘abbondanza, insomma, toglieva lo stimolo a stabilire soluzioni impreviste tra quello che già si conosce e quello che potrebbe essere applicato in un contesto diverso. 

Questo perché, in condizioni di prosperità, il nostro cervello fa molta più fatica a cogliere le potenziali variazioni della consuetudine

Un altro esempio di come un limite favorisca la generazione di un output creativo, è quello relativo all’economia finanziaria

In questo studio è stato testato l’effetto delle restrizioni finanziarie sulla capacità delle persone ad eseguire attività creative, come l’ideazione e la riparazione di prodotti.

I ricercatori scoprirono che: “almeno in determinate condizioni, l’uso di vincoli finanziari potrebbe costituire un approccio promettente per favorire la generazione di nuove idee, che porta a risultati più creativi nonostante l’utilizzo di input meno costosi”.

Il nostro innato meccanismo di salvaguardia delle energie fisiche e mentali, se da un lato ci semplifica la vita, dall‘altra ci spinge ad accettare una situazione di comodo, anche se può essere insoddisfacente. 

Il passo verso la pigrizia, a volte, è breve. Questo è un limite da tenere sempre presente, e superare, se si vuole cambiare uno status quo e generare qualcosa di nuovo.

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Porsi dei limiti scoperchia il tetto della creatività

Alcuni degli esempi più celebri raccontano che avere dei vincoli da superare, così come non farsi spaventare da situazioni poco confortevoli, renderà il lavoro molto più originale. È in queste condizioni, in apparenza ostili all‘ispirazione, che spesso si accendono la motivazione e la creatività

Curiosità e allenamento sono ingredienti fondamentali della creatività, che va coltivata giorno dopo giorno. Per poter cogliere una novità in un contesto spinoso, infatti, occorre avere un cervello ricettivo che sappia accendersi quando viene stimolato dalle situazioni esterne, che siano fortuite o ricercate.

È in condizione di “fame” che spesso gli artisti o le persone creative creano opere e capolavori.

Uno degli architetti più celebri della Storia, Frank Gehry, racconta spesso di come le restrizioni siano state fondamentali per i suoi progetti. In un’intervista ha ricordato un episodio di quando gli chiesero di realizzare il progetto di una casa “a suo piacimento”. Lo ricorda come “un’esperienza orribile”, interrogandosi spesso su cosa disegnare e mettendo in discussione il senso stesso del progetto. 

Un altro esempio celebre è la serie Netflix, Stranger Things. I creatori, i fratelli Duffer, per realizzare la serie hanno dovuto fare molti compromessi creativi a causa di un budget molto basso.

I due fratelli volevano girare in una città costiera ma non potevano permetterselo. A causa di questa restrizione hanno avuto l’idea di ambientare la storia in una cittadina di provincia immaginaria, simile alla Castle Rock di Stephen King.

La CGI sarebbe stata comunque molto costosa, quindi hanno fatto altri compromessi che hanno dato un aspetto unico alla serie. Hanno coperto il pavimento di un centimetro d’acqua e appeso tende nere alle pareti dello studio per creare le scene del ‘void’, la mente di Eleven, creando un effetto decisamente claustrofobico e raccapricciante.

Il regista M. Night Shyamalan ha adottato un approccio simile quando ha girato il film Split. Invece di utilizzare i fondi della casa di produzione, ha finanziato l’intero film con i suoi soldi: questo azzardo lo ha tenuto in tensione, e lo ha costretto a trovare soluzioni creative allo stesso modo dei fratelli Duffer.

In un’intervista disse: “In questo modo posso generare quella tensione, quella spinta, così che ogni secondo del film mi appartenga. Sono i miei soldi, è una mia cosa”.

Il risultato per Stranger Things e per Split fu di due produzioni notevoli con ottime recensioni dalla critica e favore del pubblico.

La creatività è la risposta ad un limite

Per concludere, la creatività non nasce dalla libertà. Se vuoi davvero spingerti oltre i tuoi limiti, devi imparare un’abilità, assorbirne le regole, imparare dove si trovano i limiti e superarli.

Il modo migliore per superare questi limiti è creare una gabbia di restrizioni e lasciare filtrare la luce della genialità dalle fessure.

Come ha detto Ted Hansen nel suo TED Talk: “a volte devi essere limitato per diventare illimitato”. Non sai chi è Ted Hansen? Scopri la sua motivazionale storia di limiti e creatività in questo discorso.

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